lunedì 25 aprile 2011

Una piccola favela, una nuova avventura


In questi giorni la nostra associazione ha avviato una nuova e importante iniziativa di cooperazione con le autorità di Polizia della Favela di Calabar.


CALABAR, LA NOSTRA NUOVA AVVENTURA
A cura di Vanderlei de Oliveira
Il 15 Aprile, Roberto ed io, siamo stati ricevuti, come consuetudine, dal Comandante Generale della Polizia Militare di Salvador, Col. Nilton Regis Mascarenhas, che come sempre, ha dimostrato un grande interesse per il nostro Progetto Escola ARTE e LAVORO, che conosce dall’inaugurazione. Nell’esporre la nostra nuova formula di “Progetto Itinerante”, ci ha invitato a partecipare, in  collaborazione con la Polizia Militare, ad un Progetto nella Favela di Calabar, dove la Polizia sta intervenendo anche con varie iniziative sociali. Per noi é stata una bellissima sorpresa, poiché Calabar rappresenta in Salvador, uno dei maggiori luoghi di traffico di droga, con un alto indice di criminalità ed una elevata segregazione sociale. Non abbiamo avuto nessun dubbio ad accettare con entusiasmo la proposta e già al termine dell’incontro abbiamo fissato un un appuntamento per il giorno dopo, sabato 16, per visitare, insieme al Comandante ed al Ten. Col. Nascimento, Comandante della Delegazione del Centro Storico di cui la nostra sede fa parte, la nuova Sede della Polizia Comunitaria nella Favela Calabar.                              
Calabar é stata una grande sorpresa. Abituati a passare, fin dal 2003, nel Viale al margine della Favela, non avevamo mai pensato che, in un’area tanto piccola, esistesse una concentrazione tanto grande di persone con grandi problemi strutturali e sociali, come quelli delle grandi Favelas delle grandi città del Brasile. Circondata dai quartieri ricchi, la Favela mostra chiaramente l’abbandono (negligenza) politico e sociale che i 20.000 abitanti soffrono ogni giorno in una grande e moderna città come Salvador.  Centro di distribuzione di droga e di grandi conflitti tra bande diverse, gli abitanti, nell’ultimo mese, si sono sentiti sollevati dall’intervento dello Stato volto a superare i loro problemi e permettergli di integrarsi al resto della città, come veri cittadini. Il Governo, in questo caso rappresentato dalla Polizia Militare, sta organizzando, con altre istituzioni sociali, con l’Associazione degli Abitanti e con varie ONG, un intervento effettivo, focalizzato nella persona umana, per la pacificazione del quartiere e per trasformare la Favela in un luogo degno e civile.
In questo contesto crediamo che l’Associazione MEU BRASIL, potrà fornire un grande contributo, come é stato dato a Mata Escura e creare un impatto visuale in questa zona, dando agli abitanti la possibilità di interagire con il “bello” e scoprire le grandi potenzialità artistiche degli adolescenti e dei giovani, che aspettano solo un’opportunità.  Con il Ten. Alan Carlos ed i leaders della Comunitá, decideremo i nostri primi passi per realizzare il Corso di Mosaico e offrire agli adolescenti ed ai giovani di Calabar, una nuova opportunità, quella di utilizzare l’arte per trasformare la realtá sociale in cui vivono.

CALABAR UNA PICCOLA FAVELA E UN GRANDE DISAGIO
 A cura di Roberto Corradini

Calabar è una Favela piccola e compressa dai grattacieli del ceto alto e medio e consta di 22mila abitanti circa, le strade sono strettissime e non permettono il transito di auto.
Essendo circondata da grattacieli moderni, é la Favela con maggior potenzialità di vendita di droga, i cui clienti sono i ricchi che abitano nei grattacieli che formano i quartieri di Ondina, Morro do Gato, Jardim Apipema e Chame-Chame. Le due fazioni del commercio di droga, Camarão e Bomba,  sono molto forti ed i componenti si spostano nel quartiere armati di mitragliatrice.
Ora, per la prima volta a Salvador, il Governo dello Stato della Bahia, ha deciso di installarvi una  BASE COMUNITARIA DI SICUREZZA, con 120 poliziotti sempre presenti, come nelle Favelas piú pericolose di Rio de Janeiro.
La BASE COMUNITARIA DI SICUREZZA non prevede solo la presenza di poliziotti, ma anche di un grande centro educativo, che sarà pronto tra una settimana, con aule per varie attività per gli adolescenti. Il nostro amico Ten. Col. Nilton Regis Mascarenhas, Capo Generale della Polizia Militare di Salvador e grande estimatore del nostro lavoro, ci ha proposto di installare un Corso di Mosaico.
Abbiamo visitato la Favela,  accompagnati dal Col. Mascarenhas, dal Ten. Col. Nascimento, capo delle Delegazione del Peluorinho/Carmo/Santo Antonio, dal Ten. Alan, responsabile del Progetto Calabar e con un seguito di decine di graduati della Polizia e del Capo della Comunitá, il pittore  Dikson, che ha anche dipinto molte facciate di Favelas.
Prima della visita abbiamo partecipato ad un incontro con i vari Poliziotti, responsabili della parte culturale del nuovo centro, alla presenza del Comando, nel Salone d’Onore del Quartel dos Aflitos, sede della PM, dove in cima allo scalone principale, spicca un nostro bellissimo mosaico, visitato e apprezzato da tutti.
A parte lo stato di guerra, che si può vedere nelle foto, é stato molto bello e interessante vedere gli abitanti della favela che accoglievano i militari con grande gioia e affetto, sopratutto i bambini, molto felici di parlare a tu per tu con il Col. Mascarenhas, e forse pensare che per loro il futuro sarà migliore e non di terrore. Abbiamo anche pranzato tutti insieme, Vanderlei, Luiz ed io, con i vari Colonnelli, Capitani, Tenenti, ecc., oltre a tutti i responsabili dell’iniziativa, in una mensa improvvisata. Il giorno dopo abbiamo avuto un incontro con la Comunitá ed i responsabili della Base Comunitaria, per accordarci su come e quando avviare il nostro Corso di Mosaico.


Alcuni dati degli ultimi 10 anni sulla criminalità di Salvador:
= Aumento assalti a Banche 142%
= Aumento furto veicoli 85%
= Aumento omicidi 42%
= Aumento morti per armi da fuoco 347%
Salvador é la terza città del Brasile, dopo São Paulo e Rio, anche la criminalità quindi, si sta avvicinando ai livelli delle città più grandi.

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